26
gen
12

Liuzijue – I Sei Suoni Segreti

 

Scaricabile dal sito www.associazioneqi.it, per gli utenti registrati, “Liuzijue – I Sei Suoni Segreti“, dal seminario del dr. Vito Marino del 15 gennaio 2011 a Palermo. REGISTRARSI AL SITO E’ MOLTO SEMPLICE A DA’ ACCESSO A MOLTI DOCUMENTI SCARICABILI SOLO DALLA SEZIONE “UTENTI REGISTRATI”.

25
gen
12

conferenza di presentazione del Tuina

 

Venerdì 3 febbraio alle 19:00, presso la sede dell’Associazione QI in via Contessa Adelasia 5, Palermo, il dr. Vito Marino terrà una conferenza di presentazione del Tuina.

Sarà effettuata anche la proiezione di alcune manovre e tecniche tradizionali tratte dai 3 DVD allegati al libro “Manuale di Tuina, fondamenti e strategie di trattamento”, di Lidia Crespi, Paolo Ercoli, Vito Marino.

Prenotare la presenza con una email ad associazione.qi@email.it o telefonando allo 091.651.20.81.

 

21
gen
12

2012, l’anno del Drago

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2012, anno del Drago

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Il Drago è appassionato, coraggioso e sicuro di sé, uno spirito d’avanguardia, in genere fortunato.
Questo Capodanno cinese 2012 inaugura un anno del Drago, è un anno Acqua-Yang, il che esercita un effetto calmante sul fuoco innato del Drago, sotto l’influsso del Legno-Yang. E’ un anno “ren-chen”.
9-Rén 壬 (Ondate), grande, magnifico; essere incinta, concepire, “il nuovo organismo è in fase di gestazione”, Acqua-yang
V-Chén 辰, dalle 7 alle 9, tempo opportuno, a suo tempo; gli astri, “vi è  rapido movimento e cambiamento”, DRAGO Legno-Yang
Il Grande Movimento del 2012 è il Movimento Acqua Yang, predominerà quindi il freddo in eccesso.
Nel 2012 domina il taiyang (freddo) nei primi sei mesi, e il taiyin (umidità) nei successivi sei mesi.
Personaggi famosi nati nel del Drago sono Sandra Bullock,  Marlene Dietrich, Colin Farrell, John Lennon, Al Pacino, Isabella Rossellini, Ringo Starr.
Il colore fortunato del drago è il giallo.

La storia dei Quattro Draghi

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Una volta, tanto tempo fa, non c’erano fiumi o laghi sulla terra, ma solo il Mare Orientale, nel quale vivevano quattro draghi: il Drago Lungo, Il Drago Giallo, il Drago Nero e il Drago Perla.
Un giorno i quattro draghi volarono dal mare nel cielo, giocando a rincorrersi tra le nuvole.
“Venite fuori presto!” gridò improvvisamente il Drago Perla.
“Che succede?” chiesero gli altri tre, guardando in giù nella direzione indicata dal Drago Perla. Sulla terra videro molta gente che offriva frutti e dolciumi, e bruciava bastoncini di incenso. Stavano pregando! Una donna dai capelli bianchi, inginocchiandosi al suolo con un ragazzino magrissimo sulle spalle mormorò: “Per favore, manda giù presto la pioggia, Dio del Cielo, per dare da mangiare del riso ai nostri figli.”
Sulla terra non pioveva da tanto tempo. Gli alberi morivano, le foglie ingiallivano e i campi erano asciutti per l’impietoso calore del sole.
“Povera gente!” disse il Drago Giallo. “Moriranno se non piove presto.”
Il Drago Lungo annuì, quindi suggerì: “Andiamo ad implorare l’Imperatore di Giada affinchè piova.” Così dicendo, volò, seguito dagli altri draghi, in alto verso il Palazzo Celeste.
Essendo il responsabile di tutti gli affari celesti, terrestri e marini, l’Imperatore di Giada era molto potente, e non ebbe piacere nel vedere i draghi al suo cospetto a perorare la causa degli umani. “Perché venite qui invece di stare nel mare ad occuparvi di voi stessi?”
Il Drago Lungo fece un passo avanti e disse: “I raccolti sulla terra sono terminati e tutto è in preda alla siccità, Vostra Maestà. Vi imploro di fare piovere rapidamente!”
“Va bene. Tornate indietro, manderò della pioggia domattina” accordò l’Imperatore di Giada mentre ascoltava le canzoni delle fate.
“Grazie, Vostra Maestà!”. E i quattro draghi tornarono indietro contenti.
Ma dieci giorni passarono, e non una goccia di pioggia cadeva giù. La gente soffriva ancora di più, ed era costretta a cibarsi di bacche e radici, e bere il liquido che veniva fuori dalle bacche e dalle radici.
Vedendo tutto ciò, i quattro draghi soffrivano molto, perché sapevano che l’Imperatore di Giada si occupava solo del suo piacere, e non gli importava nulla degli umani. Loro potevano cercare di alleviare le sofferenze della gente sulla terra contando solo sulle loro forze. Ma come farlo?
Guardando il vasto mare, il Drago Lungo disse di avere avuto un’idea. “Cosa? Tirala fuori subito!” dissero gli altri tre.
“Guardate, non è forse il mare dove viviamo pieno d’acqua? Possiamo spingerla fuori e vaporizzarla dal cielo. L’acqua sarà come gocce di pioggia e verrà giù per salvare la gente e il loro raccolto.” “Buona idea”” dissero gli altri battendo le mani.
“Ma,” disse il Drago Lungo dopo avere riflettuto un po’, “L’Imperatore di Giada non avrà piacere di ciò quando lo verrà a sapere.” “Farò qualunque cosa per salvare la gente,” disse risolutamente il Drago Giallo. “Cominciamo, non ci tireremo indietro” aggiunsero il Drago Nero e il Drago Perla.
Quindi volarono al mare, raccolsero dell’acqua nelle loro bocche, e quindi volarono nel cielo, dove spruzzarono l’acqua sulla terra. I quattro draghi cotinuarono a fare avanti e indietro, fino a che la pioggia non cominciò a cadere giù dal cielo.
“Piove! Piove!” “Il raccolto è salvo!” La gente gridava e piangeva per la gioia. Sulla terra il riso e il sorgo cominciarono a fare capolino dal terreno e a crescere.
Il Dio del Mare scoprì cosa era successo e riportò le informazioni raccolte all’Imperatore di Giada. “Come si permettono i quattro draghi di portare la pioggia senza il mio permesso?” Disse irato l’Imperatore di Giada, e ordinò ai generali del cielo e le loro truppe di arrestare i quattro draghi. Essendo soverchiati numericamente, i quattro draghi non si poterono difendere, e furono arrestati e portati al palazzo celeste. “Andate e seppelliteli sotto quattro montagne in modo che non possano mai scappare!” Ordinò l’Imperatore di Giada al Dio della Montagna. Il Dio della Montagna usò i suoi poteri magici per trasportare in volo quattro montagne e depositarle sopra i quattro draghi.
Ma, sebbene imprigionati, i quattro draghi non si pentirono delle loro azioni. Decisero di fare sempre del bene alla gente, si trasformarono in quattro fiumi, che cominciarono a scorrere attraverso alte montagne e profonde valli, attraversando la terra da occidente a oriente fino a riempire il mare. E così in Cina si formarono i quattro grandi fiumi, Heilongjian (Drago Nero) a nord, Huanghe (Fiume Giallo) nella Cina centrale, Changjiang (Yangze, o Fiume Lungo) a sud, e Zhujiang (Perla) ancora più a sud.

 

Per quanto riguarda più in particolare la salute, l’anno 2012 ha, come già detto, come Energia Climatica dei primi sei mesi Tai Yang (太邰), freddo, nei successivi sei mesi Tai Yin (太陰), umidità, con stagioni in ritardo per l’andamento complessivo Acqua che rallenta, Legno (木) tendenzialmente in eccesso e Metallo (金) tendenzialmente in squilibrio. Le stagioni meno propizie per la salute saranno quini la primavera e l’autunno.
L’eccesso del freddo può danneggiare lo yang specialmente dei reni e della milza, e può condurre a problemi renali, del sistema immunitario, della digestione, respiratori. Utile la assunzione di antiossidanti.
Il punto più attivo dell’anno è LR2-xingjian, da stimolare nei cambi di stagione. L’ora migliore per la sua stimolazione è fra le 7 e le 9 del mattino, l’ora “chen”, e il luogo una stanza posta ad Est-Sudest, direzione del Drago.
Sarà utile vestire indumenti di colore nero o oro, che giovano allo yin del Fegato, alla milza e allo stomaco, e al Drago, a scopo preventivo. Negli eccessi di Yang utilizzare il nero, nei casi di deficit di qi e di yang, e negli stati depressivi dell’umore il giallo oro.

 

16
gen
12

Corso di tuina a Palermo

L’Associazione QI organizza a Palermo un nuovo Corso Triennale di Tuina, Riconosciuto dalla Federazione Italiana Scuole Tuine e Qigong (FISTQ) e da Operatori Tuina e Tecniche Olistiche (OTTO). Gli interessati sono invitati a contattare, l’associazione tramite Facebook (Asso QI) o tramite l’email associazione.qi©email.it.
SCARICA LA LOCANDINA DALLA SEZIONE DOWNLOAD -> DOCUMENTS dal sito www.associazioneqi.it.

04
gen
12

CONFUCIANESIMO E GERARCHIE

La parola “cultura” è una parola di difficile definizione. Limitandoci al campo etnologico, possiamo individuare tre ambiti essenziali all’interno dei quali trova posto il termine:
- Cultura presa nel senso di complesso che include conoscenze, credenze, arti, morale, legge e altre abitudini acquisite dall’essere umano come membro di una società (Tylor 1871).
Cultura come insieme di prodotti artistici, beni, tecnica, idee, abitudini e valori (Malinowski 1931). In questo senso la cultura è divisa in due aspetti principali, un corpo di prodotti e un sistema di costumi (Malinowski 1931).
- Cultura come “frammento” di umanità che presenta significative differenze e discontinuità rispetto al resto dell’umanità, comprendendo strumenti, istituzioni, credenze e linguaggio (Lévi Strauss 1953).

Attualmente l’uso che si fa del termine “cultura” fa piuttosto riferimento a uno specifico insieme di fenomeni caratterizzati non tanto dal suo prodotto finale, come identificazione di gruppo, comunicazione, istituzioni, prodotti, conoscenze, credenze, etc., quanto piuttosto da dai processi che li hanno preceduti e prodotti (Zimmermann 2010).


Un elemento fondamentale della cultura Cinese è il Confucianesimo.

Kong Fuzi, noto in Occidente come Confucio, fu un filosofo e pensatore cinese vissuto in Cina nel Periodo delle Primavere e degli Autunni, epoca di instabilità politica e diffusa corruzione.

Il suo pensiero, basato sull’etica personale e politica, sul rispetto delle corrette relazioni sociali, dell’autorità sia familiare che gerarchica in senso generale, sulla giustizia, l’onestà e la sincerità, fu preminente durante la Dinastia Han (206 a.C.-220 d.C.), e da allora ha sempre permeato, in modo più o meno direttamente riconoscibile, la società cinese.

Confucio nacque in una famiglia molto povera, ma, grazie alla sua intelligenza e bravura negli studi, diventò un importante funzionario dello Stato di Lu (l’attuale Shantung). Successivamente, vittima di intrighi politici, fu esiliato e viaggiò per dieci anni per varie province della Cina.

Durante i suoi viaggi, dopo avere esposto senza risultato a diversi sovrani la sua dottrina, si dedicò all’insegnamento e alla raccolta e rielaborazione di testi antichi, fondando la sua scuola, la Ju Chia, la “Scuola del Letterati”.

Grazie alla dottrina confuciana, basata sul rispetto della gerarchia e su dettagliate regole comportamentali, i “Riti”, utili per evitare turbamenti per l’ordine costituito, l’Impero Cinese riuscì a mantenersi saldo per migliaia di anni. In particolare, i Confuciani sottolineavano la funzione essenziale della gerarchia nel mantenimento della vita sociale e il diritto d’interferenza dei sovrani nella vita dei sudditi. I rapporti sociali erano basati sui cinque fondamentali: sovrano e ministri, padre e figlio, marito e moglie, fratello maggiore e fratello minore, amico più anziano e amico più giovane. Ovviamente nessuno di questi rapporti era paritario.

A dire il vero nel pensiero confuciano le gerarchie sociali permettevano la possibilità da parte dei singoli individui di essere “attraversate”: lo studio, il talento e le attitudini potevano migliorare, entro certi limiti il proprio posto nella scala sociale. In particolare, le virtù da sviluppare erano la rettitudine, l’umanità intesa come mitezza e reciprocità, la pietà filiale, la saggezza, l’impegno politico.

Un cenno particolare sulle gerarchie. Confucio dice che il padre, o comunque il capo, va sempre rispettato, non dice che deve essere anche amato. Di conseguenza in Cina il capo si aspetta di essere sempre rispettato, magari anche odiato e il figlio, o il sottoposto, non lo deve mai fare vedere. Se il padre, o il capo, dice che una cosa deve essere fatta, la cosa si deve fare. Tutto questo può portare a conseguenze difficilmente comprensibili nella nostra cultura che ha conosciuto la democrazia e il diritto alla “contestazione”; il nostro spirito “moderno” porterebbe a considerare con sospetto l’esecuzione di una cosa da fare senza convinzione, in maniera automatica e solo perché gerarchicamente giusto.

Il futuro sarà probabilmente caratterizzato da “meticciamenti” culturali sempre più spinti. In quest’ottica l’Occidentale dovrà sforzarsi di capire il pensiero obliquo, indiretto e spesso acritico dell’Orientale, e l’Orientale dovrà sforzarsi di capire l’esigenza dell’Occidentale di chiarezza e trasparenza.

21
dic
11

Info

L’Associazione Qi, in collaborazione col Centro Coreografico l’Espace
presenta
APPLICAZIONI E PRATICA DEGLI ESERCIZI DEL 1° LIVELLO DEL ZHINENG QIGONG
Palermo, sabato 14 gennaio 2012 – dalle 14.00 alle 18.00

LIUZIJUE I SEI SUONI SEGRETI
Palermo, Domenica 15 gennaio 2012 – dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00

Informazioni dettagliate su http://www.facebook.com/notes/associazione-qi/seminari-di-qigong/321475571209919

19
dic
11

zangfu

Zāng – Fù

zāng

Organi interni.

La forma semplificata è composta da (ròu) ‘carne’ e zhuāng elemento fonetico.

La forma non semplificata zàng ‘visceri’ viene da (ròu) ‘carne’ e cáng ‘nascosto’: la parte nascosta, le interiora, i visceri.

fù, pancia, addome, stomaco.

Da (ròu) ‘carne’ e fù elemento fonetico.

continua a leggere cliccando su: Zāng – Fù

18
dic
11

Prossimi corsi dell’Associazione QI

 

Prossimi corsi dell’Associazione QI:

“Corso Annuale di Tuina per Operatori Shiatsu e Qigong”.
E’ una novita’, ed e’ pensato per chi, avendo una preparazione in MTC, volesse imparare le tecniche più importanti del tuina per utilizzarle nella propria pratica, professionale o amatoriale.
Inizio del corso 14 gennaio 2012. SCADENZA DELLE ISCRIZIONI 30 DICEMBRE.

 

 

“Corso di Teoria della MTC”.
Inizio del I anno 17 marzo 2012.

 

 

 

 

Info: www.associazioneqi.it e associazione.qi@email.it.

09
dic
11

memoria, qigong dinamico ed esercizio fisico

Secondo le teorie tradizionali del qigong medico, nel qigong le tecniche statiche tonificano maggiormente il qi, quelle dinamiche il sangue. La memoria è in stretta relazione con lo shen, lo psichismo-vitalità organico, che a sua volta “viaggia” nel sangue. Ecco perchè la memoria migliora non solo se al si esercita, cosa ovvia e nota da tempo, ma anche se si nutre il sangue attraverso l’esercizio fisico.

Ora questa teoria trova una prima conferma nella scienza occidentale grazie al lavoro riportato:

LA MEMORIA MIGLIORA DOPO L’ESERCIZIO FISICO

Una ricerca ha scoperto che subito dopo aver fatto esercizio fisico la memoria migliora, perché aumenta la produzione di una proteina che migliora la funzionalità delle cellule nervose. A dimostrarlo e’ uno studio irlandese citato dal New York Times. All’indagine ha preso parte un gruppo di studenti universitari sedentari che, dopo essere stati sottoposti alla visione di una rapida sequenza di foto raffiguranti facce e nomi di estranei, dovevano ricordare i nomi legati ai visi delle persone appena viste, proposte da una successiva rappresentazione proposta da un pc. Successivamente meta’ degli studenti e’ salita su una cyclette, pedalando a un ritmo crescente finché non erano esausti, mentre gli altri sono rimasti seduti per 30 minuti. Entrambi i gruppi hanno rifatto il test di memoria e quelli che si erano sottoposti all’esercizio fisico hanno ottenuto risultati nettamente migliori rispetto alla prima volta in stato di riposo. Chi è rimasto in poltrona non ha prodotto miglioramenti. Una possibile spiegazione del fenomeno può essere letta attraverso le analisi del sangue; subito dopo l’esercizio in bicicletta sono stati riscontrati livelli piu’ alti di una proteina, il fattore neutrofico cervello derivato (bdnf), che aumenta il benessere delle cellule nervose. Anche se ci sono altri fattori di crescita e composti chimici regolati dallo sforzo fisico, afferma Ahmad Salehi, dell’universita’ di Stanford, ”il fattore bdnf e’ quello che cresce più velocemente e maggiormente. Sembra essere la chiave non solo per preservare la memoria, ma anche le capacita’ cognitive”.

altre informazioni e notizie su medicina e pensiero tradizionali cinesi su

www.studioadelasia.it

www.associazioneqi.it

23
nov
11

Scienza ufficiale e taijiquan

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Aggiorno un mio post di giugno con un recente lavoro sul Taijiquan.

Taijiquan ed artrosi

I ricercatori hanno riassunto e valutato criticamente le prove di efficacia dei RCT che hanno indagato sull’efficacia del taijiquan nel trattamento di pazienti affetti da osteoartrosi. A tal fine hanno analizzato i lavori presenti in undici database, dalla loro istituzione fino al luglio 2010. Sono stati presi in considerazione RCT che testassero il taijiquan in pazienti affetti da osteoartrosi di qualunque localizzazione, versus qualunque tipo di controllo, valutandone l’efficacia per mezzo di qualunque misurazione dei risultati. La selezione degli studi, l’estrazione e la validazione dei dati sono state effettuate indipendentemente da due revisori. Il rischio di bias è stato valutato utilizzando i criteri Cochrane. Nove studi hanno soddisfatto i criteri di inclusione, anche se la maggior parte di essi presentava notevoli carenze metodologiche.

La meta-analisi ha suggerito che il tai ji ha effetti favorevoli sul dolore (n = 256; differenza media standard (SMD), -0,79, 95% CI -1,19 a -0,39, p = 0,0001; I (2) = 55% ), funzione fisica (n = 256; SMD -0,86; 95% CI -1,20 a -0,52, p <0,00001; I (2) = 38%) e la rigidità articolare (n = 256; SMD -0,53; 95% CI -0,99 a -0,08, p = 0,02; I (2) = 67%).

I ricercatori concludono che i risultati della revisione sono incoraggianti e suggeriscono che il tai ji sia efficace nel controllo del dolore e per migliorare le funzioni articolari in pazienti affetti soprattutto da gonartrosi. Tuttavia, le prove di efficacia del tai ji in pazienti affetti da osteoartrosi sono ancora limitate a causa del piccolo numero di RCT con basso rischio di bias.

Kang JW, Lee MS, Posadzki P, Ernst E.

T’ai chi for the treatment of osteoarthritis: a systematic review and meta-analysis.  BMJ Open. 2011 Jan 1;1(1)

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Ecco invece il vecchio post.

Gli studi scientifici sugli effetti sulla salute della pratica del taijquan presentano problemi, sia perché molti di questi studi riguardano la prevenzione, argomento su cui gli studi sono più aleatori di quelli che riguardano la cura di specifiche malattie, sia perché l’apprendimento del taijquan richiede un periodo relativamente lungo, ciò che richiede trials clinici più lunghi.

Ciononostante, gli studi validi sul taijquan si stanno moltiplicando, ne citerò solo cinque tra i più interessanti.

Il 7 Luglio 2009 ho pubblicato un post di Roberta Villa del 25 Giugno 2009 (http://cinaedintorni.wordpress.com/2009/07/07/taijiquan-e-dolore/) in cui si parlava di lavori scientifici sull’efficacia della pratica del taijiquan nel controllo del dolore muscolo-scheletrico cronico, condotto dal George Institute for International Health dell’Università di Sydney, in Australia. Lo studio concludeva che i malati, intervistati prima e dopo il trattamento, avevano dichiarato di avere tratto giovamento dalla esperienza: in media dieci punti su una scala da 0 a 100 in termini di dolore e disabilità. Inoltre si erano detti meno tesi e più soddisfatti delle proprie condizioni di salute rispetto a coloro che non avevano fatto la stessa esperienza.

Il Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta nel 2005 ha condotto uno studio i cui risultati sono che il taijquan riduce le cadute negli anziani “fragili”, con una riduzione di costo sanitario notevole e un mantenimento di qualità di vita più alto.

Una metanalisi pubblicata in “Archives of Internal Medicine” nel 2004 dalla dr.ssa Wang Chenchen, docente alla Tuft University di Boston, indica come studi di buona qualità dimostrino che una pratica di taijquan di sei mesi, quindi relativamente breve, può ridurre la depressione e migliorare vari indicatori del benessere, come quelli legati alla percezione della propria salute (come mi sento in generale?), sia quelli relativi alla soddisfazione ed all’autostima (sono soddisfatto di me?). Ancora, lo studio della dr.ssa Wang sottolinea come il taijquan migliori l’equilibrio fisico, la mobilità articolare ed aiuta a controllare l’ipertensione arteriosa.

L’American Journal of Medicine nel 2004 ha pubblicato uno studio condotto dalla Harvard Medical School, che dimostra come il taijiquan migliori la qualità di vita e diversi parametri fisiologici in pazienti affetti da insufficienza cardiaca cronica

Nel 2003 il Cousins Center for Psychoneuroimmunology della California University ha condotto uno studio che dimostra che la pratica del taijiquan migliora la risposta immunitaria in soggetti affetti da Herpes Zoster.

Volevo concludere con un incoraggiamento forte alla pratica del taijiquan, più che un incoraggiamento una forte esortazione, suggerendovi un link con un breve filmato sul caposcuola del nostro stile di taijiquan.

Buona visione e graditi i vostri commenti!

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http://www.youtube.com/watch?v=_q9ovDmZQBU

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Altri articoli e notizie su cultura e medicina tradizionali cinesi su:

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