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dic
09

Perdere la Faccia

Perdere la Faccia

Perdere la Faccia e Salvare la Faccia: queste espressioni sono le usuali traduzioni delle espressioni Cinesi 丢脸 (diū liǎn): (perdere) (faccia), e 留面子 (liúmiànzi): (salvare) 面子 (reputazione). Chiunque abbia visitato la Cina o conosca la cultura Cinese potrà dirvi che mantenere una buona reputazione e impedire la vergogna che possa investire la propria famiglia sono enormemente importanti in Cina.

Il carattere “diū”, “perdere”, è composto dal carattere “qù“, “andare via”, sormontato da un tratto obliquo che indica “caduta”; il carattere “liǎn” ha a sinistra “ròu”, “carne”, che indica una parte del corpo, e a destra “qiān”, il componente fonetico del carattere, ma che significa da solo “unanime”, “insieme”.

La “faccia” per i Cinesi è insieme prestigio, cioè quello che a ha a che fare con qualcosa che si ha, e dignità, cioè quello che ha a che fare con qualcosa che si è. La faccia si può persino sia ereditare che lasciare in eredità! Chi, per esempio, approfittasse di una momentanea situazione di vantaggio per indebolire prestigio e dignità di un interlocutore, non solo si creerebbe un nemico eterno, ma perderebbe la stima anche di altri Cinesi che fossero presenti all’avvenimento.

Esempio di applicazione del concetto “ diū liǎn” è un proverbio cinese che recita “Ragala faccia al tuo interlocutore e ne riceverai a tua volta”…

Una magnifica dimostrazione di quello che i Cinesi intendono con “perdere la faccia” è stata offerta, nelle Olimpiadi invernali, da Dan Zhang, la pattinatrice che, nella gara in coppia di pattinagio artistico, a un certo punto ha fatto una rovinossa caduta sbattendo violentemente il ginocchio sinistro. Ma, anche in una competizione “commerciale”, il tradizionale sistema di valori cinese impone che lo sconfitto non sia anche umiliato. E quando le circostanze portano alla sconfitta c’è ancora un modo per non “perdere la faccia”: assumere un’espressione impassibile come se nulla fosse successo, non perdere il controllo di se stessi mostrando pubblicamente la propria rabbia.

Così, Dan Zhang, nell’arco di due minuti esatti, si è ripresa, ha mascherato il suo dolore e la sua delusione, e ha ripreso a danzare sul ghiaccio, facendo piroette su piroette che a volte facevano leva proprio sul ginocchio che aveva appena sbattuto. Alla fine ha vinto la medaglia d’argento.

Questa è una vera vittoria! Vittoria su se stessi innanzi tutto.

Altri articoli e informazioni su Medicina Cinese e Cultura Cinese su:

www.associazioneqi.it

www.studioadelasia.it


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