Archivio per settembre 2010

05
Set
10

Taijiquan 太极拳 e Bingfa 兵法 (Metodi Militari, “Arte della Guerra”): riflessioni sul “senza forma”

Taijiquan e Bingfa (“Metodi Militari”, “Arte della Guerra”) riflessioni sul “senza forma”.

La configurazione tattica eccellente (nel prendere le decisioni tattiche), dal punto di vista strategico, consiste nell’essere privi di configurazione tattica (tenerle segrete), ossia nella condizione “senza forma”. Quando si è senza forma (Se le decisioni restano nascoste), neanche gli agenti segreti più esperti sono in grado di spiarci (sono al riparo dalla attività delle spie), né gli uomini più intelligenti sono in grado di tramare progetti ai nostri danni (e dalle macchinazioni delle menti più acute).

(Sunzi Bingfa )

Nel Taijiquan il fine dell’apprendimento del modo di muoversi è quello di “diventare senza forma”, ovvero di essere in grado di assumere qualsiasi forma sia dettata dalle circostanze. Diventare senza forma significa non assumere una forma precisa, ovvero essere sempre in grado di modificare, trasformare il proprio movimento anche mentre lo si sta facendo. E’ soltanto nel momento del contatto che il movimento, e quindi la tecnica, prende forma, diventa una applicazione marziale.

La forma “esterna” del movimento è in realtà una “provocazione”, che induce l’avversario a rivelare la sua intenzione.

Quando l’avversario rivela la sua intenzione ha dato una forma al suo movimento che, come tutti i movimenti, è composto di “pieno” e “vuoto”, di punti di forza e di punti di debolezza. Questo permette di capire se la strategia di adottare dovrà essere di attacco o di difesa. Il nostro pieno e il nostro vuoto inviteranno l’avversario a manifestare dove sia il suo “pieno e il suo “vuoto.

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altro materiale su cultura e medicina cinesi su  http://www.associazioneqi.it e http://www.studioadelasia.it

02
Set
10

Decrescita felice e Medicina Cinese

Il movimento della “decrescita felice” (http://www.decrescitafelice.it/) non ha ancora posto ufficialmente una posizione sul tema della sanità e della medicina. A questo proposito formulerò in questo post alcune idee sull’argomento.

Innanzitutto parlare di “decrescita” significa evidenziare dei comportamenti privati che però abbiano una valenza generale, quindi rivolgersi a una ampia fetta della popolazione, evitando ragionamenti e proposte “di nicchia”. Per esempio, affrontare il problema dal punto di vista non solo epistemologico, filosofico e culturale, ma anche dal punto di vista scientifico. Bisogna in altre parole formulare proposte che possano essere accettate da quella parte della comunità medico-scientifica che abbia preclusioni pregiudiziali sull’argomento. Bisogna formulare proposte che possano essere accettate sia dalla popolazione che dalla classe sanitaria.

Affronterò ora alcuni dei temi su cui si potrebbe trovare un consenso diffuso, seguendo le linee-guida proposte dall’esperto di “Decrescita felice” Jean-louis Aillon.

Stile di vita e prevenzione.

A questo proposito la Medicina Cinese fornisce risposte e proposte a tutti i livelli di prevenzione.

Prevenzione primaria. Si tratta di adottare stili di vita che evitino, per quanto possibile, che la malattia insorga.

Prevenzione secondaria. Adozione di stili di vita che curino la malattia stessa una volta insorta.

Prevenzione terziaria. Adottare comportamenti e stili di vita che modifichino l’impatto della malattia sul paziente.

Una alimentazione che segua i principi della medicina cinese, e quindi molto individualizzata sulle esigente psicofisiche (“energetiche”) del singolo individuo, adattata alla realtà geografica in cui si vive, adattata alla stagione, è in grado di prevenire le malattie, di curarle quando insorte, e di modificare la risposta del paziente ad una malattia che non può essere curata. Se si esamina la dietetica tradizionale cinese, ben lontana dai menu dei ristoranti cinese, si scoprono i principi che stanno alla base di ogni tipo di alimentazione tradizionale, compresa la dieta mediterranea: fondamento della dieta è un cereale, in Cina il riso, che si accompagna a verdure e legumi e, in secondo piano, le carni soprattutto di pollo e maiale, le carni rosse sono meno frequenti. Importante è l’uso di due componenti della dieta i cui benefici sono ormai noti a tutti: la soia (non ancora transgenica…) e il tea verde, fornitori di grassi poli-insaturi e anti-ossidanti.

La frutta è poco consumata, per motivi storici e di abitudini, ma una applicazione dei principi della dietetica cinese nelle nostre regioni non potrebbe ovviamente fare a meno del consumo di frutta di stagione.

Una alimentazione che limiti il consumo di carne e di cibi in scatola favorirebbe le coltivazioni locali accorciando le filiere, favorendo i produttori locali e aumentando le possibilità di lavoro locale, principi cardine della Decrescita felice.

Di almeno altrettanta importanza è la pratica delle discipline psico-fisiche come il qigong e il taijiquan. Una ricerca sulla banca-dati “ufficiale” più consultata dai medici, Medline, ottiene 2728 lavori scientifici se si inserisce il termine “qigong”, e 381 lavori inserendo “taijiquan”, con sperimentazioni in tutto il mondo nelle più svariate condizioni, come riabilitazione polmonare, ansia, salute del cuore, acufeni, cancro, prevenzione delle cadute nell’anziano, etc.

Inutile dire che la prevenzione permette di diminuire la spesa sanitaria dedicandola a settori sociali di debolezza (anziani, disabili, sanità pubblica, etc.)

Da sottolineare che la cura dell’alimentazione e l’esercizio psico-fisico sono due pratiche che soddisfano almeno un altro dei principi alla base della Decrescita felice: lo spostamento dell’attenzione dal lavoro alla socialità.

Approccio olistico al paziente.

Senza negare i vantaggi legati al miglioramento delle pratiche igieniche e al controllo della mortalità infantile dell’approccio “riduzionistico” della medicina moderna, sicuramente l’approccio olistico, fatto anche di ascolto e considerazione delle varie dimensioni del paziente, individuale, sociale, psicologica, spirituale, è una delle chiavi del successo della medicina cinese e di altre forme di medicina “complementare e alternativa”.

Si tratta di ritornare all’approccio del medico di famiglia di una o due generazioni fa, periodo d’oro della medicina di tutti i tempi e di tutti i paesi in tema di risultati sulla salute della popolazione generale.

Consumismo farmaceutico e appropriatezza prescrittiva.

La medicina cinese, in sintonia con i principi della Decrescita felice, propugna la limitazione alle condizioni indispensabili del consumo di farmaci, sostituito ampiamente da metodiche non farmacologiche come l’agopuntura (15.558 lavori scientifici su Medline) e massaggio cinese (526 lavori scientifici solo cercando “acupressure”, digitopressione), in grado di permettere un risparmio di spesa sanitaria notevolissimo, come dimostra in Italia l’esperienza del Centro di Medicina Tradizionale Cinese “Fior di prugno” dell’Azienda Sanitaria di Firenze (http://www.asf.toscana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=554%3Acentro-di-medicina-tradizionale-cinese-qfior-di-prugnaq&catid=97&Itemid=95).

Ancora, in medicina cinese è sicuramente limitato l’atteggiamento prescrittivo che come nel caso, per esempio, del PSA nella diagnostica precoce del tumore alla prostata, è frequentissimo ma i cui risultati nel modificare il decorso della patologia sono quantomeno dubbi.

Stress.

La medicina cinese nel suo complesso, e agopuntura, massaggio cinese, qigong e taijiquan in particolare, sono pratiche che, inserite nello stile di vita quotidiano, possono diminuire il carico di stress, aumentare la quantità di felicità e prevenire alcune patologie psichiatriche, ammesso che patologie psichiatriche siano tutte quelle che per tali vengono spacciate (http://www.nopsych.it/561-psichiatri-sostengono-erano-matti-quando-hanno-inventato-300-malattie-mentali).

Da sottolineare che i farmaci per “curare l’ansia” sono tra le voci di spesa sanitaria maggiore.

Correzione del concetto di igiene.

Se è giusto lavarsi le mani prima di mangiare, non è salutare farsi la doccia due volte al giorno, tranne che in situazioni particolari. Limitare il consumo di acqua al necessario non solo fa risparmiare, ma permette di contribuire a un riequilibrio “tra Nord e Sud”, come propugna il movimento della Decrescita felice.

Un altro risparmio di voce di spesa sanitaria legata all’eccesso di igiene deriva dal fatto che sono in aumento le allergie nei paesi occidentali per il diminuito contatto tra i bambini e gli antigeni virali proprio a causa dell’eccessiva igiene.

Sono solo degli spunti di riflessione, ma la “decrescita” non solo è possibile, non solo è inevitabile (la crescita è infinita ma il pianeta e le sue risorse “finite”), ma può anche essere conveniente e, perché no, felice.




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