02
Set
11

green economy in cina

Nonostante sia uno dei paesi che contribuiscono maggiormente all’inquinamento globale, secondo i piani energetici della Repubblica Popolare Cinese nel 2020 il paese arriverà a produrre il 25% della sua energia da fonti rinnovabili, specialmente solare, eolica e idrica. Ma già nel 2007 il 7% della produzione è “verde”.

Inoltre, il piano di abbattimento di emissioni di CO2 ne prevede la riduzione del 45% sempre entro il 2020 rispetto al 2005.

Che non siano prospettive velleitarie lo testimoniano importanti pareri come quello della McKinsey (rapporto del 9 febbraio 2009), nota e credibile società di consulenza, secondo la quale la Cina potrebbe, entro il 2030. ridurre le importazioni di petrolio del 35% circa, e addirittura di tagliare le emissioni di CO2 del 50%.

Le strategie della Cina nell’ambito della sostenibilità, dell’ecologia e delle scelte economiche correlate si articolano in sette punti fondamentali.

  1. Sviluppo delle energie rinnovabili e pulite, quali l’energia solare, eolica, idrica e delle biomasse.Per esempio, l’energia eolica arriverà a produrre nel 2020 ben 100GW, sette volte la cifra attuale, e nel fotovoltaico il paese asiatico soddisfa già oggi quasi un terzo della domanda mondiale.
  2. Risparmio energetico. L’edilizia verde raddoppierà entro il 2020, con standard di conservazione dell’energia dal 2010 per tutti i nuovi edifici di almeno il 50%, e del 65% in alcune città.
  3. Auto elettriche.Nei prossimi decenni il mercato automobilistico cinese, in enorme espansione, si baserà soprattutto su auto ecologiche o ibride. La Cina nel 2009 ha stanziato 2,9 miliardi di dollari per la promozione dei veicoli elettrici nei successivi 3 anni, con incentivi d’acquisto, fondi per la ricerca e commesse pubbliche.
  4. Produzione su larga scala di energia attraverso la sintesi termonucleare.Fusione termonucleare potrebbe garantire energia illimitata per decine di milioni di anni, in quanto si basa sull’utilizzo di litio e deuterio, elementi estremamente abbondanti in natura, con impianti molto sicuri e limitate scorie nucleari, peraltro deperibili in poche decine di anni.La Cina partecipa al progetto internazionale ITER, con Europa, Russia, Corea e Giappone: l’ITER entro il 2014 costruirà a Cadarache, in Francia, un laboratorio per lo sviluppo in pochi decenni dell’utilizzo su larga scala della fusione termonucleare.
  5. La costruzione di centrali nucleari a fissione della “terza generazione”.
  6. Riforestazione.La progressiva riforestazione del suolo, che dal 1990 ha interessato 520.000 km, una superficie pari al doppio di quella dell’Italia, ciò che fa della nazione cinese la prima nel mondo per quantità di territorio riforestato, e che continuerà durante i prossimi decenni. Basti pensare che in trent’anni sono stati piantati ben 51,54 miliardi di alberi e solo nell’anno 2007 sono stati impiantati ben 2,27 miliardi di alberi. La Cina punta a riforestare entro il 2020 altri due milioni di chilometri quadrati, pari a più di sei volte l’estensione dell’Italia.
  7. Utilizzo delle biomasse, con esclusione dei cereali. Secondo il piano di sviluppo sulle biomasse del Ministero dell’Agricoltura per il periodo 2007/2015, nel 2015 gli usufruttuari rurali di biogas raggiungeranno la quota di 60 milioni di famiglie.

Sull’impegno della Cina formulato in questi sette punti si dovrebbe meditare molto e coglierne la spinta ideale nell’osservare la realtà e trarre conseguenze che non siano solo a breve scadenza e miopi, ma che sappiano guardare lontano.

Fonti

www.corrieredellacina.it/tag/ecologia

www.LaCinaRossa.net

Altri articoli e notizie su cultura e medicina tradizionali cinesi su:

www.studioadelasia.it

www.associazioneqi.it

http://associazioneqi.wordpress.com/


1 Response to “green economy in cina”


  1. 1 cinaedintorni
    settembre 3, 2011 alle 9:23 am

    Aggiungo qualche altro dato. La Cina ha superato gli USA sia come investimenti nelle rinnovabili che come produzione (103 contro 58 gigawatts) grazie ad una politica di investimenti che punta a trasformare il paese nel primo mercato mondiale per il solare e l’eolico. Oggi in Cina il 15% dell’energia proviene da fonti rinnovabili contro l’8% degli USA.
    Inoltre, in Cina si investe 1 dollaro nelle rinnovabili ogni 3 dollari per spese militari, negli Stati Uniti si investe 1 dollaro per la creazione di impianti eolici e fotovoltaici ogni 41 dollari utilizzati per gli armamenti e missioni all’estero.

    Fonte: http://1bog.org/blog/infographic-why-china-is-kicking-our-ass-in-clean-tech/


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