Archivio per aprile 2012

26
Apr
12

L’arte di disporre i posti a tavola

L’etichetta da rispettare in Cina nei banchetti si dice  risalga agli Yili 礼仪 (“Etichetta e Cerimoniali”),  un lavoro che viene attribuito al Duca di Zhou, dell a Dinastia Zhou (1027-221 a.C.), sebbene non vi sian o menzioni storiche fino alla Dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.). Lìetichetta a tavola comprende l’arte di disporre i posti dei commensali, il segnale d’inizio del pasto, il modo di tenere il mano le tazze di riso, etc.
Il posto d’onore nei banchetti cinesi, 宴会 (yànhuì), una delle più importanti regole dell’etichetta cinese tradizionale, è riservato al capofamiglia, nel caso di un banchetto i cui partecipanti sono tutti membri della stessa famiglia, o all’ospite di rango più elevato, ed è quello centrale che guarda verso est o verso l’ingresso. La scelta di questa posizione è legata al fatto che permette la migliore vista di tutta la stanza e della porta d’ingresso, quello che nel Far West era chiamato “la sedia di Wild Bill Hickock”. I commensali più importanti si siedono più vicino al capotavola, via via si disporranno gli altri in ordine di importanza. Quando una famiglia ha degli invitati, il posto d’onore è per l’ospite con il più alto status sociale e il capo famiglia occuperà il posto meno importante.

Se si utilizzano tavoli rotondi, il sedile di fronte all’entrata è il posto d’onore. Via via sono in ordine d’importanza il posto immediatamente alla sua sinistra, quello alla sua destra, e così via, alternando un posto a sinistra con posto a destra.

Anticamente vi era il cosiddetto tavolo degli Otto Immortali, una grande tavolo quadrato con panchine a due posti lato. Il posto d’onore era, nella panchina che guardava verso l’entrata, quello alla destra di chi entrava. Nel caso di un tavolo che si trovasse all’esterno, allora il posto d’onore era quello a destra della panchina che guardava ad est. Gli altri posti seguivano le regole già descritte.

In un grande banchetto con molti tavoli, il tavolo d’onore è quello più lontano dall’ingresso o di fronte all’est. Il tavolo alla sua sinistra segue per importanza, poi quello a destra e così via rispettando le regole della disposizione dei posti a tavola. I commensali occuperanno i tavoli a seconda del loro status sociale e del loro grado di parentela con il capotavola.

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23
Apr
12

Punti di agopuntura e taijiquan

Nella pratica del taijiquan si suggerisce spesso di concentrare la propria attenzione su determinati punti del corpo, che per lo più corrispondono a punti di agopuntura. Per esempio, a chi avesse la tendenza a tenere i gomiti troppo alti e distanti dal corpo, si può suggerire di concentrare la propria attenzione nel tenere il punto quchi, alla estremità radiale della piega di flessione del gomito, sempre rilassato e basso, “come se puntasse verso il punto yongquan, nella piante del piede.

Ecco delle immagini sulla localizzazione e l’uso di punti nella pratica del taijiquan stile chen, tratta da http://www3.sympatico.ca/alduncan/acu_chen.htm

14
Apr
12

Breve introduzione al concetto daoista di zìrán

Che significa essere naturali nel Daoismo? E’ possibile tradurre in italiano zìrán 自然, un concetto chiave del Daoismo, come “natura”. La traduzione “natura” ha implicazioni derivanti però da schema concettuali occidentali che fanno riferimento a una realtà trascendente e che sono assenti nella Cina antica. Nell’antico pensiero cinese c’è un concetto di ordine che possiamo definire naturale. Per esempio, in questo contesto si parla di “ terra come madre, in rapporto con il cielo tiān, padre. Non esiste il concetto di “natura” come entità distinta che possa agire in conformità con l’ordine naturale.
Zìrán è comunemente tradotto anche come “spontaneo” o “spontaneità”. significa “sè”, “se stesso”. E’ il pittogramma di un naso, per indicare se stessi in Cina si indica il proprio naso piuttosto che il petto. Rán significa in generale “giusto”, “corretto”, “essere così”, “è così”, ed è formato dai caratteri ròu “carne”, quǎn “cane” e huǒ “fuoco”, ed è un carattere il cui significato (carne di cane arrostita) è stato cambiato utilizzandone solo la pronuncia rán. Contrariamente ai confuciani, i taoisti non coltivavano la “natura innata”, o “il cuore-mente” xīn, né interferivano sulla via. Zhuangzi ci consiglia: “Lascia il tuo cuore-mente xīn vaghi nell’insapore, fondi il tuo con l’informe e in accordo con il modo in cui gli esseri viventi sono così per se stessi, non lasciando spazio a interessi personali, e “tutto sotto il cielo sarà in ordine”.”

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11
Apr
12

Chansijin

Chan Si Jin o Forza dell’avvolgere il filo di seta 缠丝勁 (1)°
Introduzione
Chan Si Jin si trova in tutte le tecniche di taijiquan, in tutte le sequenze, anche se alcune scuole ne hanno estrapolato un esercizio “a solo”. Si può paragonare all’azione di penetrazione di una vite che entra nel legno. E’ la caratteristica fondamentale che, visibilmente, differenzia lo stile Chen del Taijiquan dagli altri stili principali, insieme all’alternanza di movimenti lenti e rapidi.

CARATTERI
chán, avvolgere. Da 纟, seta, e 廛 chán, elemento fonetico, con l’antico significato di spazio abitativo di una famiglia.
, seta, filo. Due fili di seta attorcigliati.
jìn, forza, vigore, energia. Da 巠 jīng, elemento fonetico, e 力, forza.


Fondamentalmente ci sono due tipi di tecniche di Chan Si Jin, vale a dire “Shun Chan Si Jin” (“forza dell’avvolgere il filo di seta in modo normale”) e “Ni Chan Si Jin” (“forza dell’avvolgere il filo di seta in modo contrario”).
Nello Shun Chan Si Jin si usa per lo più la forza “Peng”, verso l’alto e l’esterno. Nel Ni Chan Si Jin si usa per lo più la forza “Lu”, verso il basso.
Nello Shun Chan Si Jin il palmo delle mani si muove verso l’alto e dall’interno verso l’esterno. Nel Ni Chan Si Jin il palmo delle mani si muove verso il basso e dall’esterno verso l’interno. I palmi descrivono dei cerchi verticali completi.
I movimenti delle braccia e delle mani nascono nelle gambe e vengono diretti dalle anche, le mani non si muovono da sole.
La velocità del movimento è costante, uniforme.

continua…

02
Apr
12

Hunyuan esterno

HUNYUAN ESTERNO

 

Definizione di hunyuan esterno

Il tipo di qi con il quale il zhineng qigong lavora è lo hunyuanqi 浑源气.

hùn, mescolato insieme. Da ()shuǐ, acqua e kūn, fonetico, moltitudine; molti ruscelli insieme.

yuán, primario, originario. In alto è una forma antica di shàng, superiore, in basso ()rén, persona.

Possiamo definire lo hunyuanqi come l’insieme indifferenziato di materia fisica, qi e informazione. Ogni cosa ha il suo proprio hunyuanqi. Nel zhineng qigong si pratica fondamentalmente con lo hunyuanqi umano e con lo hunyuanqi originario della natura. Con questo ultimo concetto intendiamo lo stadio di sviluppo del qi nel momento in cui sta trasformandosi da taiji in yin/yang ma non si è ancora differenziato in yin e yang.

Yin/yang, Cinque Movimenti, bagua e tutte le cose sono formate dallo hunyuanqi originario della natura. Esso si estende a tutto l’universo, esiste dappertutto, nutre l’essere umano.

Cosa viene chiamato hunyuan esterno?

Hunyuan esterno è un termine specifico che indica la fusione della coscienza dell’uomo con lo hunyuanqi esterno del mondo naturale. Questa fusione ha lo scopo di facilitare la facoltà di assorbimento da parte del corpo umano. Siccome questo processo di fusione procede principalmente all’esterno del corpo umano, è perciò chiamato hunyuan esterno. Esso comprende tre stadi di coscienza:

  1. L’incontro fra coscienza e spazio infinito (si può dire anche incontro con lo hunyuanqi più originale) permette allo hunyuanqi originale di ottenere le informazioni dell’uomo e questo fa sì che lo hunyuanqi originale e lo hunyuanqi dell’uomo riescano ad assumere le stesse caratteristiche con un conseguente effetto riequilibrante e risanante positivo per la persona.

  2. L’unione del pensiero con lo hunyuanqi che si irradia intorno al corpo permette di ottenere un rafforzamento di quest’ultimo. Questo aspetto fa ampliare il proprio corpo nell’ambito esterno dello hunyuanqi. Inoltre diventa possibile raccogliere ancor più hunyuanqi del mondo esterno e convogliarlo all’interno del corpo.

  3. Il pensiero e la permeabilità della superficie epidermica (si intende la capacità dei tessuti di lasciar penetrare il qi) del corpo si uniscono reciprocamente e, di conseguenza, la capacità dell’epidermide di portare il qi interno all’esterno e di accogliere il qi esterno all’interno viene stimolata e rafforzata.

si ringraziano gli autori di “Vito Marino, Ramon Testa ‘Zhineng Qigong. Manuale completo di teoria e pratica di Qigong’ (2007) Nuova IPSA ISBN 887676352X.

Si segnalano:

https://cinaedintorni.wordpress.com/ (blog su diversi argomenti relativo a pensiero e medicina tradizionali cinesi)

http://taijiquanfamily.wordpress.com/ (blog sul taijiquan)

www.associazioneqi.it (sito dell’Associazione QI, informazioni sulle attività e molto materiale da scaricare)

http://www.studioadelasia.it/ (aggiornamenti e lavori sulla Medicina Tradizionale Cinese)

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