Archivio per novembre 2013

24
Nov
13

Riforme in Cina, si volta pagina!

La Cina volta paginaArticolo molto interessante su http://china-files.com/it/link/34071/la-cina-volta-pagina, una analisi delle riforme approvate dal Politburo cinese e accennate nei giorni scorsi nella stampa internazionale.

Nell’articolo i nuovi rapporti tra pubblico e privato, tra città e campagne, il nuovo aspetto di welfare, giustizia, controllo delle nascite, mercato.

14
Nov
13

川流不息 chuān liú bù xī “il fiume non cessa di scorrere”

yangtze-river-headwaters-rapidsIl chéngyǔ 川流不息 chuān liú bù xī si può tradurre in prima istanza con “il fiume non cessa di scorrere”.

Può indicare un flusso ininterrotto, come quello di persone e veicoli che si osserva spesso nelle lunghe e larghe strade delle città cinesi. O come il flusso continuo dei passeggeri in una affollata metropolitana.

A me piace pensare a questo chéngyǔ in relazione alla pratica del tàijíquán, i cui movimenti si susseguono in un modo ininterrotto dall’inizio di una sequenza fino alla fine, come, appunto, il corso di un fiume che non cessa di scorrere.

07
Nov
13

Imparare il cinese rende più intelligenti

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Nuovi dati suggeriscono che imparare il cinese può formare una serie di abilità cognitive più dello studio di altre lingue.

 

Uno studio condotto da ricercatori del Wellcome Trust nel Regno Unito ha trovato che lo studio dei toni (le differenze di suono tra due sillabe omofone) e dei caratteri (ideogrammi) del cinese richiede l’uso di entrambi i lobi temporali del cervello mentre, per esempio, nell’inglese si usa solo il lobo temporale sinistro . La differenza deriva dal fatto che nel cinese si usano i toni per distinguere tra diverse parole e per riconoscerne il significato.

 

Imparare a scrivere a mano il cinese sembra anche rendere più intelligenti, favorendo lo sviluppo delle capacità motorie. A differenza dellìinglese, che è per lo più lineare e scritto sempre da sinistra a destra, i caratteri cinesi hanno una struttura complessa, e la loro scrittura comporta tratti in più direzioni, con movimenti sequenziali. Questi movimenti attivano l’attività neurale, il pensiero e la memoria spaziale del cervello.

 

Studi indicano anche che imparare il cinese fa riuscire meglio in matematica. Ricercatori neozelandesi hanno osservato che i bambini la cui lingua madre è il cinese sembrano ottenere una maggiore comprensione dei concetti matematici rispetto ai loro omologhi di lingua inglese. La scrittura dei caratteri coinvolge competenze come conteggio, raggruppamento, ordinamento, e individuazione di somiglianze e differenze, che sono essenzialmente le abilità matematiche.

 

Fonte: http://languageboat.com/2013/09/07/scientists-claim-learning-chinese-makes-you-smarter/

 




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