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Baduanjin – Otto Pezzi di Broccato

Da un seminario per Centro Shen, Pomezia, 21 settembre 2014

八 段 錦

L’ideogramma “” rappresenta “divisione”, “separare”, per estensione “otto” (nel senso di separare in due gruppi di quattro); “duàn” significa “pianta che cresce” (a sinistra), “colpito” o “interrotto” (a destra), insieme “sezione”, “parte”, in questo contesto gruppo di esercizi come parti di una sequenza; il carattere “jĭn” indica seta (a sinistra) preziosa come oro (a destra), broccato.

Nell’insieme Bāduànjĭn si può tradurre con “otto pezzi di broccato”, con il senso di “una serie di otto esercizi preziosi come il broccato”.

Generalità

I Bāduànjĭn sono una serie di otto esercizi che servono soprattutto a tonificare il (per questa azione vengono praticati in molte scuole di arti marziali), per riequilibrare tutti gli zangfu e i canali anche Extra (Meridiani Curiosi), per agire su specifici squilibri selezionando gli esercizi specifici che servono a scopo terapeutico.

Di seguito una sequenza di Nánfāng Bāduànjĭn, come insegnata da Leung Kwok-po a Palermo nel corso dell’Associazione QI 1992-1994.

1. Entrambe le mani sostengono il cielo

Con questo esercizio si comincia la serie degli otto broccati.

In posizione eretta con i talloni possibilmente uniti o con le gambe aperte alla larghezza delle spalle e con le braccia distese in maniera naturale lungo l’asse del corpo, si aprono le braccia lateralmente e inspirando si portano sopra la testa incrociando le dita. Continuando l’inspirazione si voltano le mani mettendole con il dorso rivolto verso la testa e, mantenendo le dita incrociate, si distendono le braccia verso l’alto alzandosi sui talloni e distendendosi immaginando di toccare il cielo. Si separano le mani fra loro e inspirando si portano in basso lateralmente al corpo riabbassando i talloni fino a poggiare piedi interamente per terra.

La respirazione dovrà essere naturale in tutte le fasi dell’esercizio.

Con questo esercizio è come se durante a prima fase del movimento ci si aprisse per captare l’energia, e durante la seconda fase e come se ci si richiudesse, facendo entrare tutta l’energia captata dentro il corpo.

Questo esercizio attiva lo scorrimento dei liquidi, tonifica il tronco, migliora il tono degli arti superiori, la pesantezza alle gambe con caviglie gonfie e ritenzione idrica; il ventre gonfio da cattiva circolazione dei liquidi.

2. A sinistra e a destra aprire l’arco

La posizione di partenza è quella del cavallo. Lo sguardo è rivolto davanti al vostro corpo che si mantiene in posizione eretta. Le mani, con i pugni chiusi si trovano poggiate sui fianchi. Da questa posizione si portano le mani davanti il corpo incrociando le braccia mentre si spostano all’altezza delle spalle, ponendo il braccio sinistro all’interno. A questo punto si comincia l’inspirazione distendendo il braccio sinistro come se si impugnasse un arco, mantenendo la mano aperta e unendo il pollice e l’indice. Il braccio destro, contemporaneamente, si sposta verso destra all’altezza della spalla con il pugno chiuso come se tirasse la corda dell’arco. Il braccio dovrà spostarsi vicino al petto, e dovrà mantenersi dritto in linea con il corpo. La testa girerà lentamente verso sinistra accompagnando il movimento. Quando la fase di estensione e stata completata e terminata anche l’inspirazione, comincia lentamente, con uno sforzo che progressivamente decresce, la fase di espirazione, durante la quale si raggiunge la posizione con le braccia incrociate davanti al corpo in cui entrambe le mani hanno di nuovo i pugni chiusi. Da questa posizione si portano nuovamente i pugni ai fianchi e si ripete il movimento a destra per completare esercizio.

Durante l’esercizio bisogna visualizzare di mirare a un bersaglio molto lontano e di tirare con l’arco la freccia.

3. Sollevare un braccio per volta in verticale

Con i talloni possibilmente uniti e il corpo dritto con le braccia distese lungo il suo asse, si alza lentamente il braccio sinistro e lo si porta, con il palmo della mano rivolto in alto, sopra la testa. Contemporaneamente la mano destra si solleverà un poco mantenendosi lateralmente al corpo con il braccio piegato e il palmo della mano rivolto verso il basso. Durante questa fase inizia l’inspirazione in maniera naturale, e prosegue distendendo un braccio verso alto a toccare il cielo, e l’altro verso il basso a toccare la terra. I talloni dovranno rimanere poggiati per terra. Espirando lentamente il braccio sinistro scende fino a ritornare alla posizione di partenza e la mano destra, rilassata, riprenderà la sua posizione naturale. Una esecuzione completa si intende da entrambi i lati.

4. A sinistra e a destra guardare indietro

Il quarto esercizio è molto semplice: espirando molto lentamente, portare la testa lateralmente a sinistra. Inspirando la testa viene riportata al centro.

Durante il movimento bisogna immaginare di guardare dietro il collo.

5. Agitare la testa e ondeggiare la coda

In questo esercizio si assume la “posizione del cavaliere”: le mani si trovano appoggiate sulle cosce, con i pollici rivolti verso l’esterno e le altre dita verso l’interno. Il busto è mantenuto inclinato in avanti e si muove lateralmente a sinistra facendo dei cerchi prima in un senso e poi nell’altro. Quindi si ripete il movimento dall’altro lato.

6. Avanti e indietro piegare la vita

La posizione di partenza è quella dell’esercizio “Sostenere il cielo con le mani”, quindi con i talloni possibilmente uniti e le braccia distese lungo l’asse longitudinale del corpo. Inspirando si sollevano lateralmente le braccia verso l’alto; a questo punto inizia l’espirazione che accompagna il movimento di discesa, che viene fatto oltre che dalle braccia anche dal tronco, fino a quando le mani non arrivano in prossimità dei piedi o li toccano. Inspirando si solleva il corpo e, portando le mani sulla zona lombare, ci si inarca leggermente verso dietro.

7. A sinistra e a destra difendersi con forza

La postura di partenza è quella del “cavallo”, e le mani con i pugni chiusi si trovano entrambe lungo i fianchi. Da questa posizione espirando si porta il pugno velocemente verso avanti ruotandolo come per colpire. Durante il movimento si dovranno aprire bene gli occhi.

8. Il pilastro di giada sobbalza sette volte

Con i piedi uniti, alzate i talloni e fateli tremare con un movimento dall’alto verso il basso, corto e veloce. Dovete sentire la vibrazione che sale dalle gambe fino alle cosce e poi fino al dorso, lungo la colonna vertebrale.


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