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Ago
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Ancora sull’apprendimento e l’importanza della pratica

CPJ1L’apprendimento è un fenomeno che parte dall’esterno verso il cuore dell’oggetto dello studio, dal “grossolano” verso il fine. Questo vale nell’apprendimento in generale.

Nell’apprendimento del taijiquan bisogna innanzitutto partire dall’aspetto esterno del movimento, cercando di eseguirlo nella maniera più corretta possibile imitando l’insegnante. Allo stesso tempo, si deve cercare il massimo rilassamento possibile compatibile con l’esecuzione delle forme.
In secondo luogo, i movimenti devono essere eseguiti con consapevolezza e rimanendo concentrati su di essi.

Banali suggerimenti, su cui però si inciampa spesso. E così si crede a volte di eseguire un movimento correttamente e non ci si sforza più di imitare alla perfezione l’insegnante, né di rimanere concentrati nella pratica.

Ma che struttura deve avere il movimento nel taijiquan?

Chan si gong

Il chansi gong (o chansi jin) è il movimento a spirale del taijiquan, scioglie tutte le articolazioni e ne aumenta il range di movimento. La chiave per praticare appropriatamente chansi gong/jin è muovere l’intero corpo a partire dal centro, dal dantian, la connessione di tutto il corpo e una connessione con il terreno.
Questo esercizio è particolarmente utile a scopo terapeutico nelle malattie fisiche o nei postumi di diversi tipi di traumi.
Chansi gong/jin prende il nome dal tipo di movimento che viene praticato. Si dice che il movimento deve essere come quello di un ragno che tesse la sua rete, tocca delicatamente il filo di un ramo della rete e portandolo fino alla successiva parte. Se il ragno si muove troppo velocemente o troppo lentamente il filo si romperà o cadrà.
“Quando una parte si muove, tutto il corpo si muove”.

La comprensione e la consapevolezza del Dantian coinvolge tutto il corpo ma anche il rapporto tra il corpo e la mente. Il taijiquan sviluppo proprio questa consapevolezza. Quando si avrà comprensione corporea dell’esistenza del Dantian, allora l’energia del corpo potrà essere usata sia in energia abbondante e che circola bene, permettendo la salute, sia a scopo marziale a partire dall’uso della forza Peng.
Il movimento spiraleggiante prodotto dal Dantian si propaga per tutto il corpo, estendendosi attraverso il torace fino alle mani, e attraverso i finachi fino ai piedi.

Si può avere il migliore dei maestri, ma senza la pratica non ci sarà alcun progresso.
“Per capire una tecnica è necessario praticarla 10.000 volte. Questo si chiama La Scuola dei 10.000 ripetizioni “. (Miyamoto Mushashi)

Nella foto la Maestra Chen Peiju in Danbian.

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Su cultura e medicina tradizionali cinesi vedi anche:

http://www.associazioneqi.com/#

https://associazioneqiblog.wordpress.com/

http://www.studioadelasia.it/

https://studioadelasia.wordpress.com/

https://taijiquanfamily.wordpress.com/

e su Facebook Associazione QIStudioadelasia e Taijiquan Chen Xiaojia Sicilia


1 Response to “Ancora sull’apprendimento e l’importanza della pratica”


  1. 1 cinaedintorni
    agosto 26, 2016 alle 6:09 am

    L’ha ribloggato su Taijiquan family.


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