07
Gen
20

Cinesi e animalismo

Nonostante il (giusto) proliferare di filmati e di indignazione su come i Cinesi trattano gli animali, anche in Cina la preoccupazione per il loro benessere e la loro protezione è un argomento che sta prendendo sempre più spazio nei media e nella cronaca quotidiana.

Il numero di Cinesi che rispettano gli animali e li considerano, come in Occidente, membri della propria famiglia, e lo stesso movimento animalista cinese è in continua crescita, un numero sempre maggiore di persone giorno chiede che si promulghi prima possibile una legge nazionale che vieti i maltrattamenti sugli animali. 

Il 1° Luglio ad Hong Kong, per sostenere i diritti degli animali, si è svolta una manifestazione nazionale, alla quale era presente, tramite la Delegazione locale, anche la Organizzazione Internazionale Protezione Animali – OIPA.

Attualmente in Cina sono in vigore solo una legge riguardante gli animali selvatici e una per le specie in via di estinzione, per il resto vi è un vuoto giuridico che non permette di sanzionare coloro che maltrattano gli animali.

A Pechino, nel corso della sessione annuale del Consiglio comunale, alcuni amministratori hanno avevano avanzato delle proposte di per una normativa a protezione degli animali domestici, e l’iter sta andando avanti concretamente.

Riporto da http://www.babylonbus.org/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=2310

Du Yi, membro del CPPCC (Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese), afferma che noti casi di abuso verso gli animali hanno ferito chi li ama e hanno danneggiato l’immagine di una Cina civilizzata.
“Dobbiamo imporre il prima possibile una legge per porre freno sia agli abusi sugli animali che alla loro brutale macellazione”, ha detto Du, la quale ha adottato oltre 30 gatti randagi, vittime di abusi e violenze inimmaginabili.

Nel testo della sua Proposta, presentata all’Organo Consultivo, ha richiesto provvedimenti severi verso chiunque sottragga animali domestici di proprietà (un elevato numero di cani visti nei mercati ha ancora il collare al collo), verso chiunque macelli animali domestici e/o lavori le loro pelli a fini commerciali ed ha incoraggiato sforzi per ridurre il dolore durante la macellazione degli animali.“

“ “Nel mese di Febbraio a Tianjin oltre 400 gatti sono stati portati in salvo grazie all’intervento di associazioni protezioniste cinesi” ricorda Hu Qiheng, Vice Presidente della China Association for Science and Technology, la quale insieme ad altri delegati del CPPCC chiede leggi contro la crudeltà e per la protezione degli animali.”

Ma, cosa ancora più importante, il problema è culturale, non solo (ma anche) normativo. Basti pensare a come in molti ambienti di “casa nostra” si trattano gli animali: combattimenti tra cani, “giochi” sui gattini (una volta ho dovuto togliere una specie di guinzaglio di fil di ferro che qualche “locale” aveva messo al collo di un gatto molto piccolo), allevamenti in batteria degli ovini, uccellini nati per volare rinchiusi in gabbie per la vita, etc etc. Parafrasando, “guardiamo anche la pagliuzza non troppo piccola che c’è nel nostro occhio, non solo la trave che c’è nell’occhio altrui…”

.

Su cultura e medicina tradizionali cinesi vedi anche:

http://www.associazioneqi.com/#

https://studioadelasia.wordpress.com/

https://taijiquanfamily.wordpress.com/

https://giacomomarinotuina.wordpress.com/

e su Facebook

Associazione QI,

Operatore Tuina Giacomo Marino

Movimento e/è Salute Giacomo Marino

 


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